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venerdì 20 novembre 2015


I MISTERI DEL SUONO E IL POTERE DELLA MUSICA.






Per tutta la vita non ho fatto che ascoltare, ascoltavo perfino i film in TV, senza quasi vederli, perché per me la comunicazione è prima di tutto suono, ritmo, sensazione.



Sono musicista di professione, ma anche docente di lingua da tanti anni: due professioni più strettamente interconnesse di quanto si pensi, le uniche in cui l'Uomo si può ancora considerare davvero umano, e con una coscienza antica, autentica, sofferta, gioita, di cui dovrebbe diventare sempre più consapevole e rispettoso.



Aldilà degli studi tecnici svolti nei Conservatori, ho sempre attuato ricerche personali su quali siano gli stilemi più antichi dell'umanità e come la musica avesse sapientemente usato ora quel modus operandi ora un altro, in relazione alla società e al contesto.


Ho pensato che fosse giusto condividere queste umili ricerche con gli insegnanti e gli studenti, anche nella speranza di ridare alla musica il suo giusto posto tra le materie scolastiche.

Oggi infatti è una specie di “vedovella” che si aggira furtiva tra le cattedre di insegnanti o troppo oberati di lavoro per studiare e proporre la materia in modo epistemologicamente corretto, o troppo inseriti nella società superficiale per comprendere quale sia davvero il valore psico-fisico della musica: studiarla nel modo corretto vuole dire conoscere davvero ciò che muove la razza umana. 

A questo punto è fondamentale capire che uso se ne faccia, perché se conoscere è sinonimo di progresso, la musica (di più di altri linguaggi non verbali) diventa un'arma pericolosa in mani sbagliate: i media lo sanno molto bene e anche gli uomini di potere. Ma lo avevano già capito le prime civiltà..

Non mi dilungo. Non è questa la sede per analizzare e criticare la comunicazione nella società di massa, ma di sicuro conoscendone le caratteristiche e il suo sviluppo nella storia, si potrebbe accendere nelle nuove generazioni quello spirito critico che solo una conoscenza accurata può generare, lasciando intravedere uno spiraglio di libero pensiero consapevole. Cosa che la scuola, oggi, sembra abbia rinunciato a sviluppare.

Qui di seguito ho raccolto dei saggi critici su alcune musiche che ho analizzato, studiato, compreso, e prima di tutto amato molto. 

Nella prima parte troverete semplici saggi, scritti per i non addetti ai lavori. 

Si tratta di spunti di lavoro, spiegazioni delle musiche, la loro storia, il loro senso, il loro contesto.

Nella seconda parte invece mi rivolgo maggiormente agli addetti ai lavori, ma ho continuato ad usare termini fruibili anche dai non professionisti.

Spero che questo semplice ed umile contributo possa far riemergere la passione per la ricerca antropologica, di cui la musica è specchio fedele.


“Volete sapere se un popolo è ben governato e ha buoni costumi? Ascoltate la sua Musica” (Confucio)

Grazie.




Mariangela Ungaro







RECENSIONE di Franco Brugnola





18 novembre 2015








Un libro indispensabile in ogni biblioteca per capire la musica di ogni tipo.

Per me che ho sempre amato la musica classica (ma non solo) e che sin da studente andavo all’Auditorium del Foro Italico a Roma a sentire i concerti si Sawallish per poi passare ai concerti di via della Conciliazione ed infine al nuovo Auditorium di Roma pur non sapendo suonare alcuno strumento, questo libro scoperto da poco mi ha aperto un nuovo modo per capire la musica. Dal bellissimo incipit a come si scrive la musica, gli strumenti. Bellissime descrizioni dei pochi pezzi, ma ben scelti che l’autrice ci ha descritto con maestria di insegnante abituata a spiegare a scuola (finché sarà possibile) i fondamenti della nostra cultura. Ho ritrovato l’amato Mahler e le musiche da film. Leggerò e rileggerò queste pagine che mi hanno spinto comunque ad approfondire